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Sembra che OnePlus sia pronta a rendere disponibile la cover posteriore in legno per il suo One. L’annuncio “criptato” arriva direttamente dall’azienda che, sul suo profilo Google+, pubblica l’immagine che vedete qui in alto accompagnata dalla frase: “Wood you like to know more? 7.22“.
Quel “7.22″ starebbe proprio ad indicare una data ben precisa, cioè il 22 Luglio, per cui possiamo aspettarci delle novità in merito proprio durante quel giorno. Certo è che, con lo smartphone non ancora disponibile a livello globale ma acquistabile solamente tramite invito, la diffusione delle cover posteriori dello smartphone potrebbe avvenire molto a rilento – e si spera che almeno le cover personalizzate saranno acquistabili senza invito.
In ogni caso, il prezzo della cover in legno non è stato ancora comunicato, così come non è stato ancora comunicato se la cover sarà realizzata in legno oppure in bamboo , in quanto sappiamo per ora che OnePlus si appresta a lanciare una cover in legno non specificandone la tipologia.
Ci si augura che per il 22 Luglio l’azienda cinese riesca a fornire anche più inviti per il suo dispositivo che ancora attualmente resta uno dei migliori smartphone Android in circolazione. Nel caso foste interessati a dargli uno sguardo da più vicino, vi riproponiamo nuovamente la nostra recensione su OnePlus One.
Restiamo in attesa di ulteriori informazioni a riguardo, ma intanto potete esprimere il vostro pensiero nei commenti.
Per una startup ricalcare le orme di un gigante come Google non è affatto semplice ma OnePlus, almeno per il momento, sembra riuscirci molto bene. Un po’ con l’aiuto della community e del team di CyanogenMod, un po’ con l’aiuto di un grande investitore qual è Oppo, OnePlus One è il primo vero top di gamma che sarà disponibile sul mercato ad un prezzo altamente concorrenziale, ancor più di un Nexus.
OnePlus One infatti sarà disponibile all’acquisto, prima su invito e poi apertamente verso la seconda metà dell’estate, ad un prezzo di 269 euro per la versione da 16GB e 299 euro per la versione da 64GB. Sono note già da tempo tutte le caratteristiche tecniche. L’unica incognita è vedere come il terminale si comporta nel mondo reale. Vediamolo dunque attraverso la nostra recensione di OnePlus One.
Hardware & Ergonomia di OnePlus One
Il design di OnePlus One non è certo granché innovativo o rivoluzionario. L’azienda cinese ha preferito rimanere su un design piuttosto “classico”, con una cornice cromata che corre lungo tutti i lati della parte frontale e i due lati più corti curvati – molto simile in questo al design già visto con i prodotti di Oppo. Non per nulla molti hanno associato il One al Find 7, con cui effettivamente condivide molti elementi del design.
Notevole è il retro leggermente bombato che è realizzato in plastica bianca o nera. Il modello bianco di cui siamo attualmente in possesso ha la particolarità di essere realizzato in plastica che appare morbida e liscia al tatto; la sensazione è curiosa perché si pone a metà tra quella del retro gommato di Nexus 5 e di superfici in plastica lisce, dando l’impressione di qualcosa che offre un’ottima presa pur essendo estremamente liscio e piacevole al tatto.
Piccole note sul design: i buchi nella parte inferiore della cover sembrano effettuati da un laser per quanto sono precisi; la capsula audio è a metà tra quella di un iPhone e quella del Nexus 5, con una sorta di griglia incastonata in un solco allungato simile a quello di iPhone; la fotocamera sul retro appare microscopica rispetto al resto del dispositivo.
Non fatevi ingannare dal prezzo di lancio, perché sul piano hardware a OnePlus One non manca davvero nulla. Sul fronte troviamo un vetro Gorilla Glass 3 che ricopre un display da 5.5 pollici con tecnologia IPS LCD, risoluzione 1920×1080 pixel e densità di ben 400 PPI; un display molto luminoso a differenza dei tasti soft-touch che sono posizionati appena sotto e che hanno una retro-illuminazione molto bassa di colore azzurro, gradevole alla vista ma che affatica i primi approcci con il dispositivo.
In questo caso ci troviamo di fronte ad un dilemma: sarà applicabile la frase “it’s not a bug, it’s a feature“? Secondo noi sì, perché questa configurazione permette di ignorare totalmente i tasti soft-touch nel caso in cui si utilizzino i tasti a schermo. È una soluzione che può piacere come può non piacere, chiaramente, ma pare essere una scelta ben precisa da parte di OnePlus piuttosto che un bug che sarà risolto negli smartphone che saranno venduti quest’estate.
Tra la cover e lo schermo troviamo un processore Qualcomm Snapdragon 801 che gira alla frequenza di 2.5GHz, accompagnato da una GPU Adreno 330 e da 3GB di memoria RAM. La memoria interna è da 16 o 64GB in base al modello acquistato e non c’è possibilità di espandere la memoria. La fotocamera principale posizionata al centro del retro è da 13 megapixel affiancata da due flash-led mentre sul fronte troviamo una fotocamera da 5 megapixel.
Connettività:
Sul piano della connettività OnePlus One supporta le reti 2G, 3G ed LTE di 4° categoria (150 Mbps in download, 50 Mbps in upload), ed è dotato dei vari moduli per Wifi 802.11 a/b/g/n/ac, Bluetooth 4.1, NFC e GPS per la geo-localizzazione. Lo smartphone ha una ricezione nella media con un aggancio della rete forse leggermente più lento rispetto alla concorrenza (di qualche secondo) mentre sul resto non abbiamo riscontrato problemi.
Audio:L’audio fa sorgere una nota dolente: il volume in capsula (quindi quello utilizzato durante le chiamate) risulta infatti essere tanto basso da impedire quasi una corretta comunicazione con l’interlocutore se ci troviamo in ambienti rumorosi. In altoparlante invece l’audio è molto alto così come in cuffia. Non sappiamo, al momento attuale, se si tratti di un difetto correggibile con un aggiornamento software o se si tratti di un problema hardware.
Su OnePlus One sono poi presenti ben 3 microfoni: uno, quello sulla parte inferiore, è il microfono principale; il secondo, sulla parte superiore, aiuta a rimuovere i rumori di fondo; quello sul retro vicino alla fotocamera dovrebbe permettere una miglior qualità audio nella registrazione di video. Al momento in cui scriviamo questa recensione, durante i video l’audio viene registrato solamente da un lato (solitamente il sinistro). Anche in questo caso crediamo che il problema sia di natura software.
In ultimo ma non per meno importanza vi segnalo la presenza dei vari sensori quali giroscopio, accelerometro, di luminosità, di prossimità e della batteria da 3100 mAh.
Nel complesso sono presenti quindi caratteristiche hardware paragonabili ai top di gamma delle “grandi marche”. (scheda tecnica OnePlus One)
Display di OnePlus One
Il display è costituito da un pannello LCD IPS da 5.5 pollici con risoluzione Full-HD (1920×1080) e densità di pixel pari a 400 PPI. Un display davvero bello e luminoso, leggermente freddo (i bianchi ad esempio tendono all’azzurrino) ma che riesce a garantire una luminosità più che buona anche sotto la luce del sole di Maggio.
L’angolo di visuale è molto ampio senza particolare perdita di contrasto o sbilanciamento dei colori. La densità dei pixel è elevatissima: non è possibile scorgere il singolo pixel neanche impegnandosi ed i colori risultano essere saturi al punto giusto per immagini che sembrano quasi reali.
Nessun problema riguardo l’interazione col touchscreen che non perde mai un tocco e reagisce immediatamente anche con più dita.
Fotocamera di OnePlus One
Riguardo la fotocamera abbiamo realizzato un articolo di approfondimento per meglio sviscerare l’argomento. Lo trovate al seguente link: OnePlus One: focus sulla fotocamera (foto e video)
Vi riproponiamo comunque il video a 1080p registrato di giorno e di notte:
Batteria
Grazie alla batteria da 3100 mAh e all’ottimizzazione software il OnePlus One può vantare un’autonomia da far invidia a molti top di gamma. Dopo i classici 3 cicli di carica lo smartphone ha iniziato a spingere al massimo questa batteria e anche su questo OnePlus One abbiamo fatto i nostri canonici test:
Utilizzo intenso: 4 ore di display acceso su 10 ore e 20 minuti; Connettività LTE sempre attiva, geolocalizzazione impostata su elevata precisione, 40 minuti di Ingress, un’ora circa di navigazione web e social, 20 minuti di gioco a Real Racing 3, 100 messaggi via Hangout circa, 15 minuti di chiamate, altro…
Utilizzo meno intenso: 14 ore di telefono acceso con 2:20 ore di display e ancora 35% di batteria;
20 minuti di gioco a Real Racing 3: -9% di batteria;
Software di OnePlus One
Il software è il piatto forte del OnePlus One, anche se forse su questi primi prodotti è stato servito tiepido. Stiamo parlando infatti del primo smartphone ad avere pre-installato al momento della commercializzazione il sistema operativo CyanogenMod 11S basato su Android 4.4.2 KitKat.
Un sistema operativo nel complesso fluido ma che al momento non è esente da problemi, seppur di natura minore. Una nuova build del sistema operativo comunque è prevista per il 27 maggio e dovrebbe essere quella definitiva che accompagnerà OnePlus One sul mercato.
INTERFACCIA
L’interfaccia dela CyanogenMod 11S è largamente simile a quella già vista nelle iterazioni “normali” della CyanogenMod 11, con alcune piccole differenze: ad esempio cambia la schermata di sblocco, che risulta del tutto originale e differente rispetto a quella standard. È infatti necessario scorrere verso il basso un blocco colorato (di ciano, nemmeno a dirlo) con alcune informazioni come l’orario e la carica della batteria.
Se Android era sinonimo di personalizzazione, il team CyanogenMod ha evidenziato ancor di più questo aspetto. Attraverso diverse voci del menu è infatti possibile personalizzare in lungo e in largo lo smartphone, ad esempio disattivando i pulsanti soft-touch posti sotto al display e abilitando quelli software che, nemmeno a dirlo, possono essere modificati in posizione e in numero aggiungendo – ad esempio – un’icona per la ricerca rapida e una per aprire il menu.
Se il display poi risulta troppo freddo per i propri gusti, è possibile recarsi sotto la voce “Display” del menu e regolare la tonalità, la saturazione, il contrasto e l’intensità, per meglio adattarlo alle singole preferenze.
Ancora, è possibile attivare alcune gesture utilizzabili a schermo spento: con una V sul display spento si avvierà la funzionalità torcia, trascinando due dita sul display dall’alto verso il basso si avvierà il lettore musicale oppure trascinando un dito sul display per formare un cerchio accederemo direttamente alla fotocamera.
Se invece l’interfaccia grafica della CyanogenMod 11S non vi aggrada o semplicemente volete cambiare veste al vostro OnePlus One potrete aprire l’applicazione Themes Showcase dove è disponibile una vasta raccolta di temi, alcuni gratis altri a pagamento, per meglio personalizzare il vostro smartphone.
APPLICAZIONI PREINSTALLATE
Preinstallate troviamo solamente le applicazioni standard, tra cui troviamo torcia, file manager, Themes Showcase, galleria, fotocamera. Tutte le applicazioni non sono nella versione AOSP, ma nella versione CyanogenMod.
Purtroppo non è presente il root di fabbrica, ma ottenere i permessi non farà scadere la garanzia del terminale.
BROWSER
Le prestazioni del browser sono più che soddisfacenti.
PROBLEMI
Un software davvero completo, ricco di funzionalità, molto fluido ma con qualche problema di gioventù. Quelli più rilevanti che abbiamo riscontrato sono:
Problema registrazione audio durante i video, registra solo il microfono sinistro;
Il riconoscimento vocale a display spento (“Hey Snapdragon”) è difficoltoso e funziona poche volte;
L’applicazione Themes Showcase a volte va in crash;
Lo sfondo della home screen a volte viene “tagliato” sulla parte bassa (ripristinabile spegnendo e riaccendendo il display);
Premendo il pulsante home il ritorno alla home non è immediato, questo perché è attivata la funzionalità di apertura del task manager facendo un doppio tap sul tasto home. Basta disattivare tale funzionalità per ritrovare celerità nella transizione verso la home.
Saltuari riavvii totali dopo un’accensione dello smartphone con la modalità fastboot.
In conclusione
In conclusione OnePlus One ha rispettato ampiamente le nostre aspettative. Da una piccola startup cinese è uscito un prodotto capace di competere con brand ormai consolidati in tutto il mondo sul livello delle prestazioni e ancor di più sul prezzo.
Certo, abbiamo riscontrato qualche problema, soprattutto lato software, ma stiamo pur sempre parlando della CyanogenMod, una ROM che viene installata ogni giorno su centinaia di dispositivi di grandi marchi come Samsung e HTC per la sua stabilità, il suo grado di personalizzazione e la capacità da parte del team di ascoltare l’utenza e risolvere i bug in tempi record cosa che i grandi colossi non potrebbero mai riflettere.
La data di rilascio e il nome ufficiale del nuovo top di gamma Xiaomi non sono più un mistero. Conosciuto precedentemente come Mi 3S, il Mi 4 (questo il suo vero nome) ha fatto la sua prima apparizione tramite l’account del dirigente e fondatore di Xiaomi, Lei Jun, con un’immagine teaser raffigurante il numero 4 e la data della sua presentazione, il 22 Luglio.
Ma c’è un altro indizio nell’immagine: secondo alcune persone con una buona conoscenza del cinese, si può leggere “Il viaggio di un pezzo di metallo d’acciaio”, che potrebbe benissimo significare che il Mi 4 sarà prodotto interamente in metallo, o almeno alcune delle sue parti saranno composte da questo materiale.
Purtroppo, non conosciamo ancora le specifiche tecniche del terminale. Con ogni probabilità però, lo smartphone sarà dotato di un display da 5.5 pollici (1080 pixel), processore Snapdragon 801 e 2 GB di RAM, il tutto accompagnato dall’ottima personalizzazione MIUI basata su Android 4.4 KitKat.
Non ci resta che attendere la data del lancio ufficiale per avere ulteriori notizie a riguardo.
Dei tre dispositivi Android Wear annunciati fino ad oggi, il Moto 360 è sicuramente il più atteso. Infatti, confrontato con gli altri smartwatch – dalla forma prettamente quadrata – esso si distingue per un design elegante e ricercato, che invoglia ad essere indossato.
Motorola avrebbe potuto benissimo seguire il design squadrato degli altri terminali, ma sin dall’inizio del progetto la compagnia aveva in mente un design rotondo e aveva intenzione di seguirlo, a tutti i costi. Sul blog di Motorola è stato recentemente caricato un video dove Lior Ron, capo designer dei prodotti, parla dell’ispirazione dietro la creazione del Moto 360 e dell’intenzione di produrre un dispositivo fantastico.
Questo smartwatch dovrebbe essere lanciato insieme al Moto X + 1, perciò potrebbe anche essere proposta qualche offerta vantaggiosa per acquistarli insieme, visto che si vociferà che il Moto 360 costerà circa il doppio degli altri dispositivi Android Wear presenti sul mercato. La scelta è sicuramente dettata dalla maggiore cura con cui è stato prodotto lo smartwatch. Inoltre, dovrebbe essere possibile anche cambiare il cinturino. Sappiamo che Motorola ne ha progettati tre – rispettivamente in pelle, metallo e gomma – ma stando ad alcune indiscrezioni, quello in metallo non sarà disponibile al lancio del terminale.
Voi cosa ne pensate? State aspettando il Moto 360 o avete già acquistato un Gear Live o un G Watch?
Il negozio è compatibile con qualsiasi smartphone o tablet del colosso coreano ed è accessibile anche tramite PC. Esso si presenta come “un negozio che ti consente di accedere facilmente a un’ampia gamma di applicazioni appositamente progettate e selezionate attentamente per l’utilizzo con i dispositivi Samsung”. Sono stati introdotti anche una serie di aggiornamenti lato sicurezza, infatti la compagnia conduce una serie di rigorosi test di conformità e compatibilità per offrire sempre le migliori applicazioni per i dispositivi Samsung.
La sezione “For Samsung” permette di accedere ad una serie di applicazioni fondamentali, gratuite o scontate, create e selezionate con cura proprio per i nuovi utenti. Inoltre, i membri di Samsung Galaxy Apps “hanno la possibilità di acquistare le applicazioni a prezzi ridotti partecipando a una serie di eventi come “Gratis per i primi arrivati” e “Now free” (Ora gratis)”visitando regolarmente lo Store per rimanere sempre aggiornati sulle ultime promozioni.
Sicuramente quest’aggiornamento porta una ventata d’aria fresca per tutti i possessori di un Galaxy, abituati ormai da tempo alla grafica del precedente Samsung Apps. Lo store è accessibile anche tramite Web, effettuando il log-in tramite il proprio account Samsung.
GFXBench continua a svelarci in anticipo due nuovi modelli del produttore coreano , i particolare, SM-G5308W e SM-G8508S.
Samsung a quanto pare non ha proprio voglia di fermarsi e continua il lancio di nuovi dispositivi.
Il primo (SM-G5308W) è uno smartphone di fascia medio-bassa con le seguenti caratteristiche:
Display da 5 pollici con risoluzione qHD
1 GB di Ram
SoC SnapDragon 410 con CPU a 64 bit quad core da 1,2 GHz Adreno 306.
8 GB di storage
Fotocamera posteriore da 8 MP
Fotocamera anteriore da 2 MP
Software Android 4.4.4.
Il secondo (SM-G8508S) è uno smartphone di fascia medio-alta con le seguenti caratteristiche:
Display da 4,7 pollici
2 GB di Ram
SoC SnapDragon 800 con CPU quad core da 2,5 GHz e GPU Adreno 330.
16 GB di storage
Fotocamera posteriore da 12 MP
Fotocamera anteriore da 2 MP
Software Android 4.4.4.
Quest'ultimo sembra proprio essere un Galaxy S5 Neo/Plus.
Staremo a vedere più avanti il prezzo e ne torneremo a parlare entro la prossima settimana.
Dopo le presunte scocche posteriori dell'iPhone 6 che circolano ormai da diversi mesi, da alcuni giorni sono comparse in rete anche le immagini di altri componenti del prossimo smartphone della Mela.
Prima sono apparsi i cavi flessibili dei tasti del volume e di accensione, poi il vetro frontale particolarmente resistente ai graffi ed alla flessione, adesso sono trapelate nuovamente delle immagini dei cavi flessibili, accompagnate però da tre vassoi per la nano SIM.Difficile dire se effettivamente questi tre vassoi siano destinati all'iPhone 6, forma e dimensioni del resto sono molto simili a quelli dell'iPhone 5s, ma il loro colore potrebbe confermare le indiscrezioni secondo le quali anche i prossimi iPhone 6 saranno disponibili in tre diverse colorazioni.Le tonalità dei vassoi in alluminio anodizzato sono infattiargento, oro e grigio siderale, per utilizzare la nomenclatura che Apple attualmente adotta per l'iPhone 5s, e di conseguenza anche le varianti della scocca dell'iPhone 6 dovrebbero riprendere queste colorazioni.La maggior parte dei mockup fisici dell'iPhone 6 trapelati fino ad oggi sono in argento o grigio siderale, ma si è visto anche qualche tentativo di finitura dorata, tuttavia tutti i mockup hanno un aspetto un po' approssimativo, poiché su retro mostrano quattro intarsi orizzontali in plastica, ma secondo alcune indiscrezioni la parte posteriore dovrebbe riprendere il look degli attuali iPhone 5s.Per fortuna alcuni abili designer hanno realizzato degli splendidi rendering in 3D che mostrano il probabile aspetto dell'iPhone 6 nelle tre colorazioni previste.
La prossima generazione di iPhone arriverà proprio a settembre; magari c'è ancora qualche dubbio sulla data esatta, ma oramai il dado è tratto: entro i primi 20 giorni del mese si terrà il keynote di presentazione, mentre la commercializzazione partirà verso la fine del mese.Resta solo da mettersi d'accordo sulle date, ma per il resto in pratica non manca nulla all'appello. Le indiscrezioni incautamente diffuse da Deutsche Telekom tempo addietro parlavano di un lancio il 19, ma voci di corridoio più recenti sussurrano una combinazione di giornate lievemente diversa: presentazione il 15 settembre e commercializzazione il 25. La cosa non ci convince troppo poiché il 25 è un giovedì, e come noto a Cupertino amano lanciare nuovi prodotti di venerdì, ma il range è certamente corretto. D'altro canto, sono le stesse voci che preannunciano il brand "iPhone Air" per la versione da 5,5"; ipotizziamo dunque che Apple si riferirà al modello da 4,7" come generico "nuovo iPhone."Ora, a confermare ulteriormente la finestra di settembre ci pensa anche MacRumors, dopo aver sentito una "fonte affidabile."
Le consegne di massa dell'iPhone 6 dalla Cina verso gli Stati Uniti sono attese durante le ultime due settimane di agosto, ed è probabile che Apple annuncerà l'iPhone 6 durante la prima o la seconda settimana di settembre. Le prime consegne del dispositivo avverranno più tardi nel corso del mese, in una giornata che corrisponderà ad un venerdì, grossomodo a distanza di una settimana e mezza dopo l'evento.
In fondo, anche l'iPhone 5 fu annunciato mercoledì 12 settembre con inizio vendite venerdì 21, mentre gli iPhone 5s e 5c sono stati annunciati martedì 10 settembre e resi disponibili il 20. L'unico dubbio, a questo punto, è se Apple sarà logisticamente in grado di consegnare entrambi i modelli in contemporanea: fino a non molto tempo fa, infatti, si registravano diversi intoppi nelle catene di montaggio per il taglio da 5,5", soprattutto relativi alla produzione di batterie e al rivestimento in Vetro Zaffiro del display. Questioni tecniche che dovrebbero essere superate, e che lasciano sperare in un debutto sincronico.
La terza beta di iOS 8 porta in dote una serie di bug fix ed alcune novità che riguardano il rilascio di nuove funzionalità, introdotte nelle impostazioni e nelle app che Apple distribuisce direttamente con il sistema operativo, vediamole:
L'app Trova Amici e l'app Trova iPhone sono state aggiornate in questa beta. Secondo le note di rilascio nell'app Trova Amici è adesso possibile trasferire la propria lista di amici su un account iCloud.
iCloud Drive è una novità di iOS 8 che permette agli utenti di memorizzare su iCloud qualsiasi tipo di file, nella beta 3 iCloud Drive può essere attivato, ma non sembra essere completamente funzionante, è presente anche un'opzione che permette agli utenti di effettuare l'upgrade a iCloud Drive.
Handoff è una nuova funzionalità di iOS 8, attivabile attraverso un apposito menù nelle impostazioni, che permette di passare un'attività da iOS a OS X, come ad esempio la scrittura di un email, si può cominciare su iPhone e finire di scriverla sul Mac.
La Tastiera Veloce è adesso attivabile e disattivabile dalle impostazioni generali, nel pannello di configurazione delle tastiere.
L'app Meteo è stata leggermente modificata, le informazioni vengono mostrate in modo più compatto e ordinato, come potete vedere nello screenshot presente nella galleria di immagini.
L'app Analytics adesso ha una nuova opzione, che permette di attivare la condivisione con gli sviluppatori delle informazioni di utilizzo delle varie app, compresi i crash con i relativi dati.
L'app Foto è stata aggiornata, gli Stream condivisi sono stati rinominati in Album condivisi. Eventi e album di Aperture sono ora nuovamente disponibili nell'app Foto, inoltre c'è un nuovo indicatore che indica il tempo rimasto prima che le foto cancellate di recente vengano rimosse in modo permanente.
L'app Messaggi ha adesso un'impostazione che permette di mantenere memorizzati i messaggi audio e video, che normalmente dopo un po' vengono cancellati dal sistema operativa per risparmiare spazio.
Cercasi persone appassionate di smartphone per blog sulla telefonia mobile.
Tech-informatica è una piattaforma nata da poco per divulgare notizie/rumors/opinioni riguardanti smartphone e affini.
Trattiamo smartphone a 360°: processori, fotocamere, memorie, software, con la possibilità di scrivere “un po’ di tutto” oppure di focalizzarsi su un argomento in particolare.
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